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domenica 4 dicembre 2016

Geometrie di un corpo che danza

Che cosa accomuna, nella millenaria tradizione indiana, i trattati di pittura e scultura al Natya Shastra, base di ogni arte scenica e del Bharatanatyam?

La scomposizione delle architetture del corpo umano in sotto-unità semantiche, lo studio del movimento di queste nello spazio, lo sviluppo di un linguaggio tecnico.

Per leggere il mio articolo completo vai su Bharatanatyam Italia.


martedì 11 dicembre 2012

Storia di un corpo, Daniel Pennac


"E' che proprio sul corpo l'uomo deve imparare tutto, assolutamente tutto: impariamo a camminare, a soffiarci il naso, a lavarci. Non sapremmo fare niente di tutto questo se qualcuno non ce l'avesse spiegato. All'inizio l'uomo non sa niente. Niente di niente. […] Le uniche cose che non ha bisogno di imparare sono respirare, vedere, sentire, mangiare, pisciare, cagare, addormentarsi e svegliarsi. Ma neanche. Sentiamo, ma dobbiamo imparare ad ascoltare, vediamo ma dobbiamo imparare a guardare. Mangiamo ma dobbiamo imparare a tagliare la carne. Caghiamo ma dobbiamo imparare a farla nel vasino. Pisciamo ma quando non ci pisciamo più sui piedi dobbiamo imparare a prendere la mira. Imparare vuol dire prima di tutto imparare a essere padroni del proprio corpo."

Daniel Pennac, Storia di un corpo, Feltrinelli, Milano 2012.
Illustrazione di copertina: Duccio Boscoli.


Un diario sul corpo. Sulle sensazioni, le scoperte e le trasformazioni. Dolce, semplice e geniale. Da leggere.

lunedì 25 giugno 2012

La regola del guerriero

"Il primo precetto della regola è che tutto quello che ci circonda è un mistero imperscrutabile.
Il secondo, che noi dobbiamo cercare di svelare i misteri, ma senza sperare di riuscirvi mai.
Il terzo, che un guerriero, conscio dei misteri imperscrutabili che lo circondano, e del proprio impegno a cercare di svelarli, prende il posto che gli è dovuto tra gli altri misteri e si considera uno di loro. Di conseguenza, per un guerriero, il mistero è dell'essere è senza fine, sia che si tratti di un ciottolo, di una formica o di se stesso. E' questa l'umiltà del guerriero. Si è uguali a tutto."

Carlos Castaneda, Il dono dell'Aquila