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lunedì 29 settembre 2014

Facci sentire che ascolti il fuori

Far sentire il fuori. Far sentire che ascolti il fuori. 
La pelle del danzatore è quella di tamburo. 
E' il corpo attraversato dalla vibrazione che raccoglie nelle ossa, nei muscoli e nelle cartilagini ricordi, immagini, altri suoni e li trasporta fuori, dove incontra altro e con altro si modifica, per tornare indietro a ricominciare il gioco, strato su strato. 
Se si fa spazio nelle cavità interne si può riflettere l'infinito. 

Sull'Istmo.
Seminario con Enrico Malatesta at spazio O'.
Settembre 2014.

domenica 27 gennaio 2013

Celebriamo!

Respiro. 

Giù, su. 
Verticale, orizzontale.
Allargo. Svuoto.


Indago cavità di pienezza.

Vibro.
Risuono delle onde che risuonano.

Genero movimento dal movimento generato.
Immagini nutrono il movimento.
Nutro il movimento di immagini.

Respiro.
Vibro.
Mi espando. 

Incarno. 
Ramifico. 

Collego cielo e terra. Visibile e invisibile. Ideale e reale.

... Mi sento fiorire.

Saraswati danzante. Particolare del tempio di Hoysaleshwara, Halebeedu.
Foto di Daria Mascotto, agosto 2011.

mercoledì 9 gennaio 2013

Filosofia dell'insegnamento. Condividere il movimento danzato.

Se devi costruire una nave, non radunare uomini per raccogliere legna e distribuire compiti, ma insegna la nostalgia per il mare infinito. 
(Antione de Saint-Exupéry)

Utopia etica, estetica e sociale. 
Accompagnarsi con gentilezza e generosità, per esperire insieme il piacere della bellezza, della scoperta, dell'armonia, della creazione e della condivisione, per inseguirla poi. Nella vita tutta. 
Godere della tensione trasformatrice, della folle lucidità dell'equilibrista in bilico sulla contraddizione, sospeso sul conflitto onnipresente. 
Esercitare l'arte della presenza, dell'intenzione, dell'analisi critica e della rigenerazione.
Compiere insieme una ricerca che apra e congiunga mente e corpo.
Trasformare la pratica in conoscenza e la conoscenza in pratica (quotidiana).
Seminare il cambiamento sociale nella neve, nel vento, nelle città.
Vedersi, confrontarsi, contaminarsi.

sabato 27 ottobre 2012

Tracce


Margaret H'Doubler (1889-1972), USA.
Biologa, pedagogista.

Margareth H'Doubler, una lezione del 1965

In una vera democrazia la possibilità di realizzare veramente se stessi - di ridere, creare, godere della bellezza, sentirsi in armonia con il ritmo dell'universo - dovrebbe essere un'opportunità concessa ad ogni individuo e in particolar modo ad ogni bambino, 1925



Kathrine Dunham (1909-2006), USA.
Danzatrice, coreografa, antropologa, scrittrice, attivista politica.

Kathrine Dunham

I danzatori, come tutti gli artisti, sono fatti per provare sensazioni e per farle sentire agli altri. I danzatori hanno il grande dono del movimento e della forma. Essi vivono in maniera olistica, con il corpo, la mente e lo spirito fusi in atti allo stesso tempo unici e continui. Non smettete di danzare.


Anna Halprin, (1920), USA.
Coreografa, danzatrice, insegnante, terapeuta.

Anna Halprin, fonda nel 1978 il Tamalpa Institute in California.
http://annahalprin.org

L'intero concetto del mio lavoro con i bambini è stato quello di aiutarli ad apprezzare la loro stessa vitalità. Volevo che guadagnassero un senso di fiducia in sé stessi cosicché non fossero preoccupati di ciò che era giusto o sbagliato. [...] Ciò è raggiungibile attraverso l'improvvisazione, poiché nell'improvvisazione tu non sei giusto o sbagliato, semplicemente sei.

Da momento che molti di noi sono oggi alla ricerca di una propria identità spirituale, possiamo, io credo ritornare a danzare per riscoprire un'antica tradizione che potrà porsi al servizio della cultura attuale. Il potere della danza e del corpo contiene risorse che possono dotarci di strumenti utili alla sopravvivenza del nostro pianeta. La nostra connessione alla terra e degli uni agli altri come forme della terra, è il necessario passo successivo. Io credo che questo rappresenti oggi una grandiosa possibilità per la danza. Attraverso la danza possiamo riscoprire un'identità spirituale che abbiamo perduto, e l'opera per rendere questa danza attuale, immediata e necessaria continua ad essere di importanza rilevante. Al momento è la natura, per me, ad essere l'insegnante più grande, la voce più chiara che guida la mia danza. Sentire e fare esperienza della terra mi aiuta a trovare la mia più profonda natura umana e sto dirigendo molta della mia danza verso questo teatro infinito e senza tempo, 2003

lunedì 26 ottobre 2009

Sale

Benvenuti e benvenute (qualunque sia la ragione per la quale siete capitati su questa pagina del web, tra le infinite possibilità)!

L'intento è quello di scrivere.
Di comunicare con qualcuno. Qualcuno che abbia voglia di leggere e di ascoltare. Di fermarsi per un attimo, e pensare.

E allora cominciamo dal titolo: IL SALE DELLA VITA.

Sale.
Prezioso minerale. Mare. Terra. Sole. Lavoro dell'uomo. Vie del sale. Carovane. Cammelli e asini. Luccichio. Mercati. Scambi. Contaminazioni di parole e di sapori. Storia. Lunga e incisiva.
Sale. Si scioglie sulla lingua mischiato alla saliva. Cristallizza sulla pelle dopo un tuffo o dopo una fatica. Cambia. Scende dalle montagne per riposare in pozze evaporate. Conserva. Asciuga. Paga. Protegge dal male e dal malocchio.
Senza di lui tutto sarebbe sciapo, insipido, inutile.

Che ciascuno possa trovare, nella vita, il suo sale!

Di metafore alimentari ce ne sono tante e ne parleremo.
Ma penso che questa sia la più importante, in questo momento, in questo paese, sotto questo cielo: che ognuno ricominci, instancabilmente e con fiducia, a cercare il suo sale, un minuscolo cristallo opalescente capace di far tornare la voglia di bere la vita d'un fiato e di lasciare, come il sale sulla roccia, un segno.