giovedì 19 febbraio 2015

Il laboratorio di danza educativa nelle scuole, uno strumento di crescita

::: Che cos’è la danza educativa?

Per crescere, tutti abbiamo bisogno di esplorare le possibilità del nostro strumento di azione nel mondo: il corpo-mente. Anche le neuroscienze hanno ormai definitivamente accettato il fatto che l’uomo pensa, sente ed immagina con tutto il corpo, non solo con il cervello. Questo esercizio, istintivo e necessario, dovrebbe essere, quantomeno in fase evolutiva, una scoperta gioiosa e piacevole. Costruendo un linguaggio comune sotto uno sguardo accogliente, critico ma non giudicante, l’esperienza può diventare condivisa e consapevole, trasformandosi in qualcosa di più, gettando un ponte fra il pensare e il fare.
Laboratorio di danza educative nella scuola
primaria a cura di Daria Mascotto, 2012.
Attraverso la danza educativa i bambini e i ragazzi, femmine e maschi, possono sperimentare un lavoro di ricerca esperienziale sul proprio movimento, allenando così la capacità di “sapersi muovere”, cioè di creare e interpretare in termini intenzionali e comunicativi il proprio movimento.

La danza educativa permette a bambini e ragazzi di entrare in contatto, esplorare, esprimere e prendere coscienza del proprio mondo interiore grazie a processi immaginativi e drammatici attivati con il corpo. La danza educa e forma perché trasforma, e crescere non è altro che continuo mutamento, movimento.


I Laboratori di danza educativa nelle scuole sono pensati e strutturati per i diversi cicli scolastici, aperti all’integrazione di ogni tipo di diversabilità e correlati a tematiche specifiche (l’educazione musicale, interculturale, alimentare, la scrittura creativa, l’avvio alla lettura, l’integrazione alle arti visive e plastiche, la sostenibilità, ecc...).

La metodologia è esperienziale, coinvolgente, finalizzata al piacere. Allena a fare, creare e osservare il movimento secondo parametri condivisi e utilizza strumenti tipici del teatrodanza come il gioco drammatico, la musica, la voce.
Liberandosi da inutili pregiudizi e sviluppando contemporaneamente una capacità analitica, gli allievi imparano a riconoscere e descrivere gli elementi di movimento di cui hanno fatto esperienza e sviluppano la capacità di “saper osservare” il movimento altrui. Danzando, capiscono come le qualità del gesto variano in funzione delle emozioni e delle sensazioni provate, come sono legate allo spazio, alla musica, al ritmo e alle relazioni con gli altri. Si accrescono in questo modo sensibilità ed empatia, consapevolezza, autonomia di giudizio, capacità critica e di autovalutazione.
Ogni incontro prevede la partecipazione di una classe per volta (circa 20-25 bambini) ed è strutturato ritualmente: entrata nella dimensione corporea; riscaldamento; esplorazione di specifici fattori di movimento (corpo, spazio, dinamica, relazione); messa in forma (sequenze di danza, esercizi di improvvisazione e composizione, momenti performativi e di osservazione); conclusione, un’uscita graduale e dolce che permetta a tutti di salutarsi, ringraziarsi e rielaborare il lavoro svolto.

Il laboratorio di danza educativa a scuola diventa così centro di creatività e conoscenza, strumento educativo e formativo, capace di favorire lo sviluppo integrale della persona, inteso nelle sue componenti sensibili (fisiche, emotive), morali (relazionali e artistiche) e intellettuali (cognitive).

::: Finalità della danza educativa

  •  incoraggiare e consolidare l'impulso innato del movimento danzato offrendo a tutti/e il diritto alla danza, intesa come espressività intenzionale, consapevole e condivisa 
  •  sperimentare la danza nel suo valore artistico e culturale, valorizzando sia la creatività individuale sia la cooperazione e l'osservazione nei lavori di gruppo
  •  arricchire il linguaggio motorio e sviluppare una terminologia del movimento
  • promuovere il benessere attraverso lo sviluppo integrale della persona

Laboratorio di danza educative nella scuola
primaria a cura di Daria Mascotto, 2014.
:::: Bibliografia essenziale
   
   Franca Zagatti, La danza educativa. Principi metodologici e itinerari operativi per l'espressione artistica del corpo, MPE Mousikè Progetti Educativi,Bologna 2004.

   Rudolf Laban, La danza moderna educativa, Ephemeria, Macerata 2009.

giovedì 22 gennaio 2015

Bharatanatyam - seminari coreografici

15h30/18h30

8 FEB / 15 MAR / 12 APR / 10 MAG / 2015
DOMENICA

CENTRO RISHI ANKIDA
VIA GENTILINO 11, MILANO

SEMINARI COREOGRAFICI 
DI BHARATANATYAM
A CURA DI DARIA MASCOTTO

La danza è una sequenza ritmica nata dallo spazio e dal tempo, 
elementi essenziali di questo mondo della manifestazione. 
La danza è dunque espressione massima del processo di creazione universale.
Natya-veda




:::IL BHARATA NATYAM
Nato come danza rituale, preghiera e meditazione in movimento nell’ambito della millenaria tradizione induista, condivide un profondo legame filosofico con lo yoga.
Per molti secoli è stato eseguito come parte del rituale quotidiano del tempio dalle Devadasi, danzatrici e sacerdotesse, e solo nel Novecento è diventato un’arte scenica eseguita in tutto il mondo. Oggi, il teatro-danza indiano, è riconosciuto essere fra le più antiche e raffinate discipline corporee esistenti.
Caratterizzato per complessità tecnica e formale, ricchezza ritmica, poetica, gestuale ed espressiva, lo stile Bharata Natyam, originario dell'India del Sud, pone l'accento sulla tensione dinamica, sulla geometria delle linee strutturali, sulle simmetrie e la coordinazione di ogni singola parte del corpo, oltre che sulla mimica facciale e l'esplorazione degli stati d'animo.
L'acronimo Bha-ra-ta sta ad indicare le tre componenti fondamentali dell'arte: BHAva (stato mentale), RAga (scala melodica) e TAla (ciclo ritmico). Dall'unione di questi elementi scaturisce un linguaggio simbolico di forte impatto emotivo, capace di condurre il danzatore e lo spettatore all'estasi conosciuta in India come rasa, stato mentale in cui il valore estetico diventa veicolo di crescita spirituale.

:::LA PRATICA
Dedicarsi allo studio del Bharata Natyam richiede tempo, grande disciplina e dedizione, nella pratica sono coinvolti in egual misura corpo, mente e spirito.
Attraverso l'esercizio fisico (adavu) si rafforza il corpo, si esplorano le sue linee, segmentazioni e possibilità di movimento. Si esercitano senso ritmico, equilibrio, memoria, coordinazione, concentrazione e fiducia.
Approfondendo il linguaggio simbolico delle mani (mudra), delle diverse posture e espressioni del viso (abhìnaya), si imparano a danzare fiori, animali, divinità, storie e leggende di una cultura millenaria, entrando in contatto con un immaginario dell'arte diverso da quello dominante e sperimentando nuove modalità di comunicazione e di relazione.
I seminari prevedono la pratica di adavu e lo studio di una coreografia.
Daria Mascotto - Nattadavu, foto di Claudio Buzzi.

:::INFO E ISCRIZIONI
e-mail: dariamascotto @ gmail.com
tel: 340 31 97 022 


Daria Mascotto, antropologa 
e danzatriceducatrice®.

Fin da piccola studia danza e musica. Nel 2006 incontra la disciplina del teatro-danza indiano in stile Bharata Natyam, che pratica e approfondisce da allora con maestri italiani e stranieri in Italia e in India. Dal 2011 il suo punto di riferimento è Sivaselvi Sarkar, con cui approfondisce lo stile pandanallur, il canto e la musica carnatica.